mercoledì 2 maggio 2012

Chi era Pietro Colli ?

Pietro Colli nacque a Lu Monferrato all'inizio di aprile del 1891, terzo di nove figli, da mamma Giuseppina Roati - originaria del vicino paese di Conzano - e papà Francesco, di professione macellaio. 
Colli può essere considerato un esponente della migliore tradizione pittorica italiana del Novecento; nei molti anni di attività artistica, ottenne importanti riconoscimenti di critica e di pubblico; fedele ad un’arte vera e priva di astrattismi, dipinse come visse, in modo chiaro e semplice: la sua pittura e le sue numerose opere, moltissime a carattere religioso, non hanno bisogno di artificiali od enfatici interpreti culturali che ne debbano giustificare quanto in esse rappresentato, sono schiette e la realtà ed il vero sono perfettamente riconoscibili.  
Eccellente ritrattista e paesaggista, oltre a varie opere di nature morte, carboncini e sanguigni, firmò anche molti restauri di quadri  ed affreschi. 
Studiò a Borgo San Martino e, avendo inclinazione al disegno, completò e perfezionò i suoi studi, ottenendo l’abilitazione all’insegnamento del disegno, presso l’Accademia Albertina delle Belle Arti di Torino. 
A causa di una forte problematica agli occhi (cataratta bilaterale oculare), all’età di circa 65 anni, dovette interrompere la sua attività artistica, lasciando incompiute molte delle sue opere, e purtroppo, molti dei suoi quadri, andarono distrutti in un incendio che si sviluppò nella casa in cui abitava la sorella Maria ed alla quale ne aveva affidata la custodia. 
Sua è anche la progettazione del monumento ai caduti  luesi della Prima Guerra Mondiale, collocato sulla piazza del paese che gli diede i natali, a lato della Chiesa Parrocchiale di Maria Assunta a Lu Monferrato (AL) e sul quale è visibile un suo affresco  commemorativo dei commilitoni caduti. Durante la Prima Guerra Mondiale fu fatto prigioniero durante la ritirata di Caporetto, venne internato nel campo di Mauthausen dove, la sua bravura di ritrattista, gli alleviò i disagi della prigionia e gli valse l’apprezzamento da parte dei compagni di prigionia e dei comandanti del campo. 
Soggiornò a Torino, Venezia, Rapallo e Courmayeur ed operò principalmente in Piemonte.

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