Pietro Colli nacque a Lu Monferrato all'inizio di aprile del 1891, terzo di nove figli, da mamma Giuseppina Roati - originaria del vicino paese di Conzano - e papà Francesco, di professione macellaio.
Colli può essere considerato un esponente della migliore
tradizione pittorica italiana del Novecento; nei molti anni di attività
artistica, ottenne importanti riconoscimenti di critica e di pubblico; fedele
ad un’arte vera e priva di astrattismi, dipinse come visse, in modo chiaro e
semplice: la sua pittura e le sue numerose opere, moltissime a carattere
religioso, non hanno bisogno di artificiali od enfatici interpreti culturali
che ne debbano giustificare quanto in esse rappresentato, sono schiette e la
realtà ed il vero sono perfettamente riconoscibili.
Eccellente ritrattista e
paesaggista, oltre a varie opere di nature morte, carboncini e sanguigni, firmò
anche molti restauri di quadri ed
affreschi.
Studiò a Borgo San Martino e, avendo inclinazione al disegno, completò e perfezionò i suoi studi, ottenendo l’abilitazione
all’insegnamento del disegno, presso l’Accademia Albertina delle Belle Arti di
Torino.
A causa di una forte problematica agli occhi (cataratta bilaterale oculare), all’età di circa 65
anni, dovette interrompere la sua attività artistica, lasciando incompiute
molte delle sue opere, e purtroppo, molti dei suoi quadri, andarono distrutti
in un incendio che si sviluppò nella casa in cui abitava la sorella Maria ed
alla quale ne aveva affidata la custodia.
Sua è anche la progettazione del
monumento ai caduti luesi della Prima
Guerra Mondiale, collocato sulla piazza del paese che gli diede i natali, a lato della Chiesa Parrocchiale di
Maria Assunta a Lu Monferrato (AL) e sul quale è visibile un suo affresco commemorativo dei commilitoni caduti. Durante
la Prima Guerra Mondiale fu fatto prigioniero durante la ritirata di Caporetto,
venne internato nel campo di Mauthausen dove, la sua bravura di ritrattista, gli
alleviò i disagi della prigionia e gli valse l’apprezzamento da parte dei
compagni di prigionia e dei comandanti del campo.
Soggiornò a
Torino, Venezia, Rapallo e Courmayeur ed operò principalmente in Piemonte.
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